14 Aprile 2020

Certificazione dei materiali secondo la norma EN 10204:2005

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Nella realizzazione di impianti, skid, macchinari e commesse che prevedono tubi e raccordi in acciaio inossidabile, hanno acquisito sempre più importanza i certificati a corredo della fornitura.

Quali sono le tipologie di certificati relativi ai prodotti e quando e come vanno richiesti?

La normativa che definisce i documenti da fornire all’acquirente, in conformità con i requisiti dell’ordine, per la fornitura di tutti i prodotti metallici è la norma europea EN 10204.

Questa normativa definisce quattro differenti tipologie di certificati:

  • Certificato 2.1: dichiarazione di conformità del materiale da parte del costruttore priva di dati riguardanti test di laboratorio (analisi chimica della colata e prove meccaniche)
  • Certificato 2.2 (attestato di controllo): il materiale viene definito conforme sulla base di test eseguiti su prodotto della stessa tipologia (controllo non specifico)
  • Certificato 3.1 (certificato di collaudo ex 3.1 B): dichiarazione di conformità del materiale da parte del costruttore sulla base di test eseguiti su campioni della stessa colata, dello stesso lotto. Il documento è rilasciato dal responsabile qualità interno all’azienda (controllo specifico).
  • Certificato 3.2 (verbale di collaudo): dichiarazione di conformità del costruttore sulla base di test eseguiti su campioni di colata e lotto verificati e certificati da un ente terzo.

La tipologia più richiesta è la terza (modello certificato 3.1). Lo scopo di questo certificato è garantire la completa rintracciabilità dei materiali.

Il certificato 3.2 viene invece richiesto solo in casi molto particolari con esigenze specifiche. Il conferimento del controllo ad un ente terzo infatti determina notevoli costi.

Un’ulteriore analisi per definire la correttezza e completezza di un certificato 3.1 riguarda la verifica di alcuni requisiti formali richiesti:

  • Indicazione dell’acciaieria di produzione
  • Indicazione dell’acquirente
  • Tipologia del materiale e relativa sigla
  • Identificazione della colata e del lotto
  • Composizione chimica della colata
  • Test di resistenza (elasticità, rottura, durezza)
  • Norme di riferimento dimensionali

I certificati non sono ritenuti accettabili se redatti dal venditore distributore e/o importatore intermediario così come in caso di modifiche o alterazioni. La corretta emissione di certificazione 3.1 prevede infatti completa trasparenza nei vari passaggi tra produttore e utilizzatore finale.

La richiesta del certificato EN 10204 3.1 deve essere necessariamente riportata in fase d’ordine per permettere all’operatore, durante la preparazione dell’ordine, di dare evidenza del controllo delle colate fornite all’acquirente (in questo modo non ci sono incongruenze tra il materiale fisicamente consegnato al cliente e il relativo certificato emesso).

I prodotti infatti devono presentare apposita marcatura che riporti qualità dell’acciaio, marchio del produttore, numero di colata e normativa di riferimento.

L’emissione di certificati è quindi una fase delicata e cruciale a completamento della fornitura e deve essere effettuata secondo regole e requisiti ben definiti. È essenziale pertanto che tutte le parti interessate (produttori, intermediari e clienti finali) siano consapevoli dell’importanza di un certificato completo, corretto e originale.

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